Alcol e Cocaina in guerra

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In ogni guerra la necessità di trovare stimolanti del coraggio ha portato spesso all’abuso di cocaina, alcol e altre droghe.

Da quando esiste la guerra, anche nei tempi più cruenti, la necessità di trovare sostanze che accrescessero il coraggio e la resistenza al dolore e alla fatica hanno spesso portato a far assumere ai soldati droghe e stupefacenti. Per citare solo alcuni esempi del periodo classico i celti della Gallia usavano miscelare la birra con erbe allucinogene, i greci consumavano molto vino spesso prima di andare in battaglia e l’hashish era usato da speciali agenti dediti all’omicidio (tanto che il termine assassino sarebbe una storpiatura del nome della sostanza che usavano, l’hashish appunto).

Questo per segnalare che è una errata percezione moderna credere che in passato le persone avessero una minore paura di andare in battaglia e che fossero animati da uno spirito guerriero e selvaggio maggiore, in realtà il timore e le ansie di andare in una missione da cui si poteva tornare feriti gravemente o non tornare più era grande come lo è per noi moderni.

Consapevoli di dover vincere questo ostacolo psicologico naturale molti eserciti hanno tollerato se non promosso l’uso di alcol e droghe tra i soldati di tutto il mondo civile.
Per venire a casi più vicini a noi, nelle trincee della prima guerra mondiale, soldati spesso male equipaggiati, in situazioni di stress fisico ed emotivo grave, con penuria di viveri e condizioni igieniche non ottimali venivano stimolati con razioni di stupefacenti prima dei terribili e spesso inutilmente tragici assalti.

Sul fronte italiano e tedesco era consuetudine dare una razione di cocaina (sul fronte italiano in particolare grappa e cocaina) per gli effetti sedativi del dolore e stimolanti all’azione che il mix dava al milite. La cocaina soprattutto è stata per molto vista come droga d’elezione per stimolare azioni militari audaci e impavide per i suoi effetti energizzanti, riduzione del senso di fatica, entusiasmo con limitazione del senso di paura, aumento di fiducia, concentrazione e propensione al rischio (anche sconsiderato). Tutte qualità che un ottimo soldato dovrebbe avere e magari senza mai cedimenti. Una cosa difficile già per un milite addestrato e quasi impossibile per un civile irregimentato in fretta e buttato nell’infero delle trincee come era per molti anonimi soldati italiani sul fronte orientale.

Alcol, cocaina e grappa vennero allora secondo i casi e la disponibilità aggiunte al rancio del soldato per sopperire ai limiti che la natura aveva dato all’uomo comune per renderlo un soldato modello. O quasi modello, perché ovviamente cocaina e alcol come sappiamo non hanno solo effetti energizzanti ma intorpidiscono il giudizio e il buon senso causando quindi anche incidenti. Senza contare i contraccolpi che si avevano al finire dell’effetto e il rischio di portare migliaia di soldati inconsapevoli alla dipendenza combinata da cocaina e alcol.

E se durante il primo conflitto mondiale vi era la “scusante” che gli effetti nocivi e tossici di cocaina e droghe stimolanti non erano ancora pienamente comprese, il fatto che esse vennero usate e abusate anche nella seconda guerra mondiale indica come la priorità degli alti comandi fosse vincere la guerra a discapito della salute delle truppe.

Un medico tedesco, Franz Werthei, intervistato nel 1952 dichiarò che cocaina e altri stimolanti venivano somministrati in abbondanza alle truppe di Hitler. E anche oggi che siamo a oltre 100 anni dalla prima guerra mondiale non possiamo pensare che il problema delle droghe tra le file degli eserciti si sia risolto.

Siano esse tollerate o addirittura proposte: alcol, cocaina e altre droghe serpeggiano anche tra i soldati moderni, anche tra gli eserciti di nazioni più civili e avanzate. Due casi da segnalare sono la situazione dell’esercito americano in cui oltre l’11% delle truppe dichiara di fare uso regolare di sostanze stupefacenti e 1 soldato su 5 fa abuso di alcol.

In Italia è del 2012 una dichiarazione del generale Claudio Graziano che ha denunciato alcuni comportamenti che lascerebbero pensare ad un eccessivo uso di stupefacenti tra le truppe.

Centro San Nicola

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