Dipendenza da cocaina, ecco di cosa si tratta

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Negli ultimi anni, si è sempre più sentito parlare della dipendenza da cocaina e da altre sostanze stupefacenti. Prima di entrare nel vivo del tema, bisogna capire cosa sia, in realtà, la cocaina.

Essa è un composto ottenuto dalle foglie dell’Erythroxylum Coca, un arbusto che viene coltivato prevalentemente nei paesi dell’America latina. In Perù, Bolivia, Ande e Colombia c’è l’usanza di masticare foglie di coca, inizialmente usata come tonico e coadiuvante per attività lavorative in alta quota. Una volta raffinato e tagliato, il prodotto puro viene introdotto sul mercato illegale in varie forme: base (pasta, sassi o polvere a scaglie), crack (cristalli), solfato o cloridrato (polvere bianco-giallastra, o rosata).

In un primo momento, la cocaina è stata definita come droga dei ricchi, poiché utilizzata da professionisti o gente di alto calibro per affrontare impegni e vita sociale al di sopra della media. In realtà, la cocaina è venduta a basso prezzo, quindi accessibile anche a portafogli meno gonfi, in piazze di spaccio presenti in tutta Europa (e nel mondo). I soggetti assumono cocaina sniffandola per via aerea, iniettandosela nelle vene o, semplicemente, fumandosela. Non è possibile determinare con precisione il contenuto di una dose e i possibili effetti dopo l’assunzione. Il tutto dipende da come è stata “tagliata” dai paesi produttori: il taglio più comune con cui la si può trovare sul mercato illegale sono le amfetamine, o altre sostanze ad effetto stimolante.

Dipendenza ed effetti della cocaina: come reagisce il corpo

La cocaina è una sostanza che va a stimolare il sistema nervoso centrale e ha proprietà anestetiche locali. Pertanto, va ad alterare la temperatura del corpo, accelera il battito cardiaco e il ritmo respiratorio, nonché alcune funzioni cerebrali. Inoltre, la cocaina anestetizza la parte del corpo con la quale entra in contatto. Chi assume cocaina avverte, dunque, una sensazione di elevata eccitazione che si affianca anche a uno stato di concentrazione, energia, sicurezza e forza: una “botta” di vita, certamente momentanea, della quale la persona dipendente da cocaina non riesce a fare a meno. Quando il consumo di cocaina fuoriesce dal controllo del soggetto che ne fa uso, scatta, di conseguenza, la dipendenza con conseguenze psico-fisiche tangibili e, talvolta, estreme.

L’effetto farmacologico principale della cocaina, a livello locale, è quello di un blando anestetico e vasocostrittore, a livello del sistema nervoso centrale (SNC), invece, è quello di bloccare il recupero (reuptake) di dopamina nel terminale presinaptico una volta che questa è stata rilasciata dal terminale del neurone nel vallo intersinaptico; la rimozione della dopamina dal terminale sinaptico avviene a opera delle cosiddette proteine di trasporto (Dopamine active transporter, DAT) che favoriscono l’assorbimento del neurotrasmettitore dall’esterno all’interno del neurone. La cocaina agisce sulla funzionalità delle proteine di trasporto, impedendo il riassorbimento di dopamina all’interno del neurone.

La dipendenza da cocaina, protratta su lungo termine, prevede vari effetti indesiderati:

  • Craving e Down: gli effetti piacevoli, che fanno parte della fase di craving – smania, desiderio ardente, in inglese – durano relativamente poco (circa 15-30 minuti) e fanno spazio, invece, a quelli relativi alla fase di down – dall’inglese giù, discesa – che riguardano irritabilità, depressione, stanchezza e debolezza che si riversano sulla vita sociale, sulla famiglia e nel lavoro.
  • Overdose: un sovradosaggio di cocaina si manifesta con sintomi fisici precisi. Il soggetto non riesce a esprimersi e piomba in uno stato di ansia molto elevato, con acceleramento del battito cardiaco e restrizione dei vasi sanguigni. Ciò può comportare un aumento brusco della temperatura corporea, arrossamento del viso o pallore dell’incarnato, crampi muscolari, difficoltà nell’attuare movimenti di braccia e gambe. Nei casi più estremi, il soggetto arriva al collasso, all’infarto, all’arresto cardiocircolatorio.

L’uso protratto di cocaina, attraverso qualsiasi metodo di assunzione, non genera dipendenza nel senso ‘classico’ del termine. Le sue particolari proprietà, legate agli effetti elencati e alla loro durata, la rendono però una sostanza pericolosamente subdola e difficile da controllare anche più della stessa eroina. In alcuni casi, l’assunzione massiccia di questa sostanza, oltre agli effetti indesiderati e devastanti per il corpo, può condurre il soggetto direttamente alla morte.

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